Tusa: terra di pietre e storie

17 AGOSTO 2015

SECONDO EVENTO

“Tusa: terra di pietre e storie” è un Ciclo di Eventi Rievocativi

Storico – Poetico- Artistici

Con immagini e parole vivide potrai rivivere

La rievocazione storica dell’Affidamento alla Patrona Maria SS. Assunta del paese di Tusa.

A seguire

edizione straordinaria della tradizionale

Acchianata ‘a Madonna

La Consulta Cittadina di Tusa con il Patrocinio del Comune propone: “Per noi ferma sta!” Racconto dell’ affidamento del popolo tusano a Maria SS. Assunta, con la tradizionale “Acchianata da Madonna” a cura del Comitato festeggiamenti e della Parrocchia Maria SS. Assunta.

CRONACA DEL PRIMO EVENTO

“Non più alesini, non ancora tusani” È questo il titolo del primo evento culturale del ciclo “Tusa: terra di pietre e storie” proposto dalla Consulta Cittadina di Tusa (Consiglieri Antonella Longo e Rosario Ventimiglia) e realizzato con la collaborazione del Comune e delle associazioni locali il 17 luglio 2015 alle ore 22. Nel cuore del centro storico di Tusa, davanti la suggestiva chiesa di San Nicola, prima Madrice di Tusa, i ragazzi del Laboratorio Teatrale Tusano hanno interpretato un racconto dell’abbandono dell’antica Alesa e della nascita della nuova città, elaborato da Rosario Ventimiglia sulla base di ciò che le poche testimonianze archeologiche, le fonti storiche e leggendarie ci hanno trasmesso. La poetessa Margherita Neri Novi, con una splendida interpretazione delle sue poesie “C’era ‘na vota…” e “Lu tempu” ha proiettato il pubblico nel passato, mentre a conclusione del racconto si è dato spazio ai versi che le pietre e le storie hanno ispirato, accompagnati dal sottofondo musicale di Giancarlo Guadagnino e dai video realizzati dall’Associazione Fotografica Alesina, da Massimo Raimondi, Christian Perrone e Maria Assunta Adamo. Le poesie di Maria Caterina Franco, Geppino Scudieri, Maria Assunta Adamo, Maria Silvesti, Gigetta Filangeri Naselli e Antonino Schiera hanno descritto sapientemente i luoghi di Tusa e Castel di Tusa, trasmettendo anche le emozioni degli autori.

Alcune delle poesie lette durante la serata

IL MIO QUARTIERE

Il rione di San Nicola

è il più antico del paese,

lì inizialmente si sono allocati

gli Alesini dalla città scappati.

Barbacani e torri in pietra

come fortini hanno elevato

con sudore e dedizione

un gioiello hanno plasmato.

San Nicola e la sua chiesa

il suo enorme campanile

la campana che chiamava

i fedeli al Suo Signore.

Ora muta e solitaria

da un fulmine ferita

curiosa dall’alto osserva

chi con un fotogramma la immortala.

Strade in salita, clima ottimale,

fan di Tusa un posto eccezionale,

percorrendo le vie intrise di storia

che il passato ha consegnato alla memoria.

San Nicola è il mio quartiere

dalla nascita lo porto nel cuore,

i suoi vicoli ogni giorno percorro

e tra i ricordi più cari lo conservo.

Maria Assunta Adamo

CASTEL DI TUSA

Dint’ ‘o balcone ‘e Tusa, addò stongo io,

‘nce sta de casa ‘o sole e ‘a musica do’ mare.

Si ‘n’alba bella assai me piace de vedè,

me sceto ampressa, pe’ me stupetià: ‘nu sole russo, russo,

ca’ saglie chianu chianu, chiede quasi ‘o permesso

pe me putè scarfà.

Po’, me fa cumpagnia  ‘na matenata;

a mmiez’iuorno me dice arrivederci,

‘nc’e verimme al tramonto!

E puntuale, quando songh’ ‘e sei,

s’affaccia arete ‘e case ‘e ‘stu paese,

e torna ind’ ‘o balcone.

Pe’ n’ora e mezza, godo ‘sta presenza;

poi s’arritira, sempe chianu chianu: bona serata

e felice notte cu’ ‘a musica ‘e ‘stu mare pe’ cumpagna,

ess’è liggera, ‘na nonna nonna pare.

Io penzo ca ‘stu mare parla ‘o core:

è triste o allero, pe’ rispetto a me.

Si songo capricciuso, isso va annanze e areta,

lesto o quieto: me fa capì ca’ ‘o tiempo passa e va.

Tutto se porta appriesso: pensieri brutti e lutti,

 core spezzati cu’ tutt’ ‘e sentimenti….:

tutto affonna, tutto lava e cunsuma!

Pe fa cuntent’ ‘o core, si voglio vedè l’anema che vola,

me fermo a ‘stu paese, Castel Tusa,

paisaggi, mare, sole: pare sculpito chistu paisiello.

Se fossi ‘nu pueta overamente, io, cu’ ‘e parole

faciarria acquarelli, pe’ fa ‘ncantà paisani e furastieri.

Chi fusse arzo, l’ammore  putarria sentì int”o core!

E po’, qualcuno, pe’ mettere ‘a cerasa  ‘ncopp’ ‘a torta,

l’ha atturniàto d’Arte ‘stu paese,

                                       Arte ovèra: prestigi e apprezzamenti.

 

Geppino Scudieri

TUSA

 

Sorge superba Tusa moderna,

alle pendici del Pizzo Taverna,

con aspri colli e dolci declivi,

tra fichidindia e verdi olivi.

Gente tranquilla, tenace, orgogliosa,

aria serena e tramonti radiosi.

Case modeste, strade selciate,

antiche chiese e torri merlate.

Torrenti e rii scoscesi e brevi,

ginestre in fiore, mandorli e peri,

castagni e pioppi, salici sparsi,

sugheri e sorbi, pascoli scarsi.

Si affaccia a Nord dal Belvedere,

a Sud i Nedrodi nevosi ed alteri.

a Est scorre l’antico Aleso,

Pollina ad Ovest fa da difesa.

I venti tutti soffian sovente,

piegan le messi e rendon furente

il contadino che, zappa contento,

e a giugno vede il raccolto scadente.

Ma non si arrende il tenace tusano,

fa la valigia e migra lontano.

Per la sua terra calda e silente

ritorna spesso dal Continente.

Maria Silvestri

Scorci di Mare a Castel di Tusa

Il mulinar del vento a volte mite, altre volte roboante,

forgia la roccia nell’insenatura, fuor dall’increspatura del mare.

Come cristallo luccicante, il sole si affaccia sullo specchio d’acqua;

sull’erta i merli di una torre a rimirar uno stormo d’uccelli.

La risacca si ritrae e si contrae sui ciottoli planati sulle anse,

le cui asperità vengono plasmate nell’incanto di un armonioso suono.

I fragori degli elementi richiamano i pescatori verso il porto,

come ventre di madre, come culla di braccia bruciate dal sole.

Lo sferragliar del treno, ferro contro il ferro, sulle arcate richiamano gli sguardi

di imberbi ed ancora lucidi di pianto, occhi, pervasi del blu marino.

Irte strade che si accavallano sinuose, tra lampioni suadenti e romantici;

pupille di gatto dinoccolato e pavido nella sua essenza , tra le bouganville.

Punta di piramide, lassù tra gli ulivi e gibbose scanalature sulla roccia.

La magia del luogo incontra il mare e la terra e gli elementi tutti.

In questo rifiorir di colori, sensazioni, immagini, atmosfere,

il viandante, il pescatore le mamme ed i bimbi cantano, semplicemente vivendo,

l’inno a questa vita che ci è stata donata in questo meraviglioso lembo di terra.

Antonino Schiera

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